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26 aprile 2011

Benedetta Tobagi sulla Resistenza

"Camminare in questa folla ripropone più urgenti domande e riflessioni: che effetti cerca chi da anni avvelena sistematicamente i pozzi mistificando i fatti, equiparando partigiani e ragazzi di Salò, magistrati e brigatisti (o trasformando i mafiosi in eroi e i latitanti in esuli politici perseguitati)? Lavora prima di tutto sul proprio elettorato, come ha scritto su queste pagine Miguel Gotor: distoglie il dibattito da problemi urgenti e complessi come economia e lavoro (norme blocca-processi e boutade blocca-discorsi: un cocktail mefitico), catalizza il consenso del ventre profondo della destra. Ma contemporaneamente agisce su chi non si riconosce nel governo e rinuncia alle vacanze piuttosto che al corteo antifascista: mette alla prova i nervi, ruba tempo, spazio, energie, vuole rinfocolare - irresponsabilmente - asperità e divisioni antiche e ancora sensibili. " [...]

"Contro chi vuole azzerare la differenza sostanziale tra le scelte di partigiani e salotini, sempre valida la risposta di Vittorio Foa al missino Pisanò, che invocava l'esistenza di "ideali" seppur diversi, e il comune attaccamento alla patria: "Sarà pure come dice lei, però se vinceva lei io sarei ancora in prigione, avendo vinto io, lei è senatore della Repubblica e parla qui con me".

Benedetta Tobagi - Tratto da La Repubblica :
In strada rabbia e incomprensioni ma c'è la Resistenza da difendere




permalink | inviato da giugioni il 26/4/2011 alle 10:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

24 aprile 2011

Il popolo scelse Barabba

«Attenzione, dire che “vox popoli, vox dei”, è una bestemmia. Ricordiamoci che il popolo ha scelto Barabba, Hitler, Mussolini e Pol Pot. Siamo fallibili, lo è un singolo come un ceto o un intero popolo».

Dario Antiseri (intervento a Ballarò del 19 aprile 2011)


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19 marzo 2011

Mezzo milione di euro l'anno non ti basta Minzolingua?

Riporto dal Fatto quotidiano

Omnia sozza sozzis

La nomina a direttore del Tg1, macchina con autista e carta di credito incorporati, gli è stata fatale. Non bastandogli il magro stipendio di 550 mila euro l’anno a spese dei contribuenti, ha iniziato a usare la carta di credito aziendale a destra e manca, fino a un ragguardevole totale di 86 mila euro in 15 mesi, di cui 68 mila non giustificati secondo il suo stesso protettore Mauro Masi. Spesso l’ubiquo direttorissimo risultava nel suo ufficio a Roma, mentre la carta, ormai dotata di vita propria, strisciava allegramente fra Marrakech e Dubai. Ora è inquisito dalla Corte dei conti e anche la Procura di Roma indaga. L’ha rivelato ieri il Fatto, ma alla Rai lo sanno tutti, visto che da due settimane la Guardia di finanza entra ed esce da viale Mazzini 14 chiedendo di lui.

Continua sul Fatto




 


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permalink | inviato da giugioni il 19/3/2011 alle 19:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 febbraio 2011

L'Università di Messina voleva dare la laurea al dittatore Ben Alì...

Riporto un interessante articolo su un'iniziativa dell'Università di Messina.
Pensate che uno dei Presidi voleva conferire la laurea honoris causa niente popo di meno che all'ex dittatore della Tunisia Ben Alì.
La proposta "geniale" era del preside di Scienze Politiche Andrea Romano...
Un genio davvero.
Per fortuna la procedura è stata bloccata, chissà perchè...


Laurea in diritti (dis)umani
Di Marino Rinaldi

Andrea Romano propone un’onorificenza “honoris causa” al dittatore tunisino Ben Alì.
Il corpo docente insorge, chiedendo le dimissioni del preside. Che torna sui suoi passi

MESSINA. L’iniziativa “abortita” della Facoltà di Scienze Politiche

MESSINA. «È solo un caso se la Facoltà di Scienze Politiche e l'Università di Messina non sono finite nell'occhio del ciclone. Immagino i titoli nelle prime pagine dei giornali se la procedura non fosse stata sospesa dopo la fuga del dittatore all'estero...». Tonino Perna, professore di Sociologia Economica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Messina, è stato uno dei pochi docenti ad opporsi quando, verso la fine di ottobre, il preside di Scienze Politiche Andrea
Romano propose durante un consiglio di Facoltà di conferire una laurea honoris causa all'ormai ex presidente tunisino Zine El-Abidine Ben Alì «in quanto paladino della laicità e della lotta al terrorismo islamico». Proposta poi abrogata in seguito alla sommosa popolare in Tunisia contro il governo, conclusasi con la fuga del dittatore all'estero. «Quando il preside avanzò “frettolosamente” il conferimento dell'onorificenza all'ultimo punto dell'ordine del giorno - spiega Perna - abbiamo protestato solo in otto su una trentina di docenti presenti: il sottoscritto, Antonella
Cammarota, Antonino Anastasi e cinque ricercatori (Marzo, Mostaccio, Meo, Saitta e Lo Schiavo). Il resto dei professori è rimasto in silenzio. Romano, inizialmente, ha scritto sul verbale che la proposta era stata votata all'unanimità. Dopo la protesta dei docenti e dei ricercatori sovramenzionati l'ha trasformata in maggioranza qualificata e l'ha portata al successivo Consiglio di Facoltà. Di fatto non c'è stata alcuna votazione, perché il preside, malgrado le nostre proteste, non ha fatto votare il Consiglio». «I miei colleghi - prosegue Perna - si dividono in due categorie: quelli che hanno fatto e continuano a fare “come Ponzio Pilato” e quelli che si sono pentiti di non aver preso posizione e adesso chiedono le dimissioni del preside». Perché dopo l'iniziale silenzio-assenzo, la posizione dei docenti è cambiata totalmente nel giro di pochi giorni. Dal 9 al 14 gennaio il popolo tunisino insorge contro il dittatore, che prima di fuggire a gambe levate reprime le contestazioni in un bagno di sangue. I professori di Scienze Politiche si accorgono “improvvisamente” dell'inopportunità dell'onorificenza e scrivono una lettera a Romano per bloccare le procedura, chiedendo inoltre le dimissioni del preside. Romano convoca quindi per martedì 18 gennaio un consiglio di facoltà per discutere sui “gravi fatti di Tunisia e iniziative conseguenti”. Poi arriva il contrordine: il consiglio viene abrogato e la procedura di conferimento della laurea viene “congelata”. «Adesso è stato convocato per mercoledì prossimo un nuovo incontro per far chiarezza sulla vicenda - racconta Perna - Abbiamo accertato che l'iniziativa per il conferimento della laurea era nata da un'idea di Stefania Craxi ed era stata accolta di buon grado da Rettore e Preside di Scienze Politiche con l'approvazione del Senato Accademico. La laurea doveva essere conferita in cambio di benefici economici attesi dal Ministero degli Esteri che venivano giustificati con il rafforzamento dello scambio culturale tra Università mediterranee». «Quello che è successo - conclude Perna - è un fatto gravissimo. Credo che ci sia malafede in qualcuno e omertà e/o indifferenza in tanti». «L'idea - chiarisce Andrea Romano - è nata in seguito al forum internazionale che si è tenuto nella tarda primavera del 2010. La laurea non voleva essere un attestato di merito a Ben Alì, ma era inserita nell'ambito di un processo di apertura per favorire l'interscambio culturale con i paesi del Mediterraneo, considerando inoltre che la Tunisia è uno degli stati che ha avviato in maniera tangibile un processo di laicizzazione. Dopo i gravi fatti di gennaio, il conferimento è stato annullato». «La vicenda verrà discussa nella prossima seduta del Senato Accademico», ha annunciato intanto il Rettore Franco Tomasello.

(Tratto da Centonove del 21 gennaio 2011)

29 gennaio 2011

I lettori del Giornale.it sono meno cretini di quanto possa pensare Sallusti...

Fino a ieri sera la maggioranza dei lettori stava con Santoro. Stamattina stranamente il sondaggio è stato disattivato... Il risultato rimane comunque un imbarazzante pareggio...

Caro Sallusti, alle tue frottole non credono nemmeno gli elettori del centrodestra.


"Il Giornale", con l'ennessimo sondaggio d'opinione lanciato on-line, tenta di scagliare i propri lettori contro Michele Santoro e la sua ultima sortita contro Silvio Berlusconi. Il risultato, però, è per ora alquanto fallimentare e


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permalink | inviato da giugioni il 29/1/2011 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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