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24 aprile 2011

Un buon motivo per diventare clienti Ikea

Giovanardi difende la costituzione solo quando conviene a lui...


ikea pubblicità gay intero




































Ikea e la famiglia gay la crociata di Giovanardi 



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permalink | inviato da giugioni il 24/4/2011 alle 12:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 aprile 2011

Venti mesi a Gaza per far da scudo umano ai contadini indossando una pettorina gialla

(di Emanuela Provera Cadoinpiedi)
Venerdì 15 aprile ricevo la notizia della morte di Vittorio Arrigoni, un italiano di 36 anni, rapito nella Striscia e ucciso dai Salafiti vicini ad Al Qaeda. Il primo articolo che leggo e che ritengo degno di nota è quello di Roberto Alfatti Appetiti che scrive "Vittorio Arrigoni è stato ammazzato... Con quella faccia lì e con quel fisico asciutto avrebbe potuto entrare senza problemi nella Casa del Grande Fratello". Subito dopo ascolto le parole di Vittorio in un video postato sulla bacheca facebook di un amico: - Sono arrivato a Gaza il 23 agosto del 2009, rompendo un assedio che durava dal 1967.
Il sogno di Vittorio è durato solo un anno e otto mesi.
Alcuni giornali che ne danno notizia strumentalizzano la sua morte con inopportune dichiarazioni che trasformano la sua persona nel prototipo del loro nemico ideologico. Il Giornale titola "Altro che pacifista, odiava Israele", nel pezzo si legge che era "un idealista estremo, filo palestinese con i paraocchi, anti israeliano all'eccesso e un po' anarchico". Vi è da chiedersi, se il giornalista del quotidiano di Berlusconi, abbia mai immaginato la sensazione di stare sotto le bombe dei Jet israeliani, la paura di sentire fischiare, vicinissimo, le pallottole delle mitragliatrici delle navi israeliane, i colpi sparati per evitare che i pescatori, della striscia di Gaza, pescassero troppo al largo (pur sempre nelle acque del proprio paese). Oppure se abbia mai immaginato cosa significhi per i contadini della striscia di Gaza, non poter coltivare i loro campi, perché troppo vicini alla linea di confine e sempre a rischio di una pallottola dei cecchini di Netanyahu.
Chi era, chi è Vittorio? Un uomo semplice, un uomo di pace, che con la sua testimonianza, rompeva l'assedio, dando speranza alla sua gente, agli uomini e alle donne che tutti i giorni affrontano la dura realtà del vivere, in una prigione a cielo aperto chiamata striscia di Gaza.
Ho la fortuna di parlare con un suo amico, che l'ha seguito da vicino e mi parla di lui. Vittorio era certamente un blogger, l'unica voce che da Gaza arrivava direttamente a noi attraverso la sua corrispondenza con Repubblica e il Manifesto, ma soprattutto un volontario che pur stando dalla parte dei palestinesi contro l'occupazione illegale di Gaza e Cisgiordania, non credeva in una soluzione militare del conflitto, cercava di attivarsi per favorire un accordo tra Fatah e Hamas, le due contrapposte fazioni palestinesi e che dichiarava "Come me, la stragrande maggioranza dei palestinesi non crede che la miglior risposta all'occupazione israeliana e a questo massacro in corso siano gli attentati, i "kamikaze" e i "razzi" su Sderot. Il boicottaggio è pacifista, non violento, la migliore risposta umanamente accettabile, all'imbarbarimento di un conflitto che rende disumano ogni gesto."

Su facebook compare un evento creato domenica 17 aprile, cui sono invitata. Si intitola "Aprite le porte del Duomo di Milano per Vittorio Arrigoni". È un invito a Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, Vicario Generale della curia, a esporre la salma di Vittorio nel Duomo di Milano, simbolo di una spiritualità che varca i confini del cristianesimo. Trovo che sia un modo rispettoso di interpretare le parole di Vittorio: "Apparteniamo tutti alla stessa famiglia che è la famiglia umana". E proprio lui, che non si dichiarava cattolico perché non credeva nelle "bandiere", nell'ultimo post del suo Blog, datato 13/04/2011 dava la notizia della morte di quattro giovani per il crollo di un tunnel scavato dai palestinesi che favoriva il "mercato nero" di alimenti, cemento e bestiame, utili alla sopravvivenza della popolazione di Gaza; nel dare questa notizia Vittorio Arrigoni scriveva:
I nomi degli ultimi martiri sono: Abdel Halim e suo fratello Samir Abd al-Rahman Alhqra, 22 anni e 38 anni, Haitham Mostafa Mansour, 20 anni, e Abdel-Rahman Muhaisin 28 anni.

Ecco, non li ha chiamati vittime ma "martiri". Per questo, alcuni di noi, cattolici, schierati e quindi diversi da Vittorio, ci chiediamo cosa sia cattolicesimo: "quello" ufficiale o questo di Vittorio Arrigoni che è durato un anno e otto mesi nella striscia di Gaza, per fare da scudo umano ai contadini, indossando una pettorina gialla?

http://www.cadoinpiedi.it/



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permalink | inviato da giugioni il 19/4/2011 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 aprile 2011

Addio Guerrilla Radio

"Confido in voi,
che confidate in me,
non per i morti
ma per i feriti a morte di questa orrenda strage.

Un abbraccio grande come il Mediterraneo che separandoci, ci unisce.

Restiamo umani.

vostro mai domo"

Vik

http://guerrillaradio.iobloggo.com/1789/restiamo-umani-di-vittorio-arrigoni




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24 marzo 2011

La benzina aumenta? Colpa della cultura!

Operazione squisitamente politica: il "governo Mediaset" con una sola mossa ottiene due risultati : il primo è quello di alimentare il FUS con soldi di noi morti di fame, il secondo è quello di far disprezzare ai cittadini il mondo dello spettacolo e della cultura.

Già si levano (giustamente) urli di battaglia contro questo assurdo provvedimento.

Gianni Letta aveva dichiarato che "i cittadini saranno ben contenti di fare questo piccolo sacrificio". Ma quanti sacrifici dobbiamo fare Letta?! Ci state spennando vivi!

D'ora in poi quando aumenterà la benzina l'italiano medio potrà dare la colpa agli artisti e al mondo dello spettacolo...per la gioia dei vari Brunetta e Tremonti, quelli che "la cultura non si mangia"...

Del resto, occorre ricordare che come dice Mario Martone:

"La riduzione del Fondo unico per lo spettacolo da 258 a 231 milioni potrebbe essere letale per molte importanti istituzioni culturali, il tutto a fronte di un mancato accorpamento di elezioni amministrative e referendum che avrebbe fatto risparmiare alle casse dello Stato ben 300 milioni. “Io vedo una stretta correlazione fra le tensioni separatiste e la riduzione dei finanziamenti alla cultura”  (Mario Martone.)

Martone: “Con i tagli al Fus cultura verso la soluzione finale”


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permalink | inviato da giugioni il 24/3/2011 alle 17:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 marzo 2011

Europa unita sul bombardamento, ma nessuno vuole accogliere i migranti

L'isola di Lampedusa scoppia di disperati che scappano dalla Libia. Dormono alla stazione, per le strade, abbandonati a se stessi.
Loro, come gli abitanti dell'isola, si sentono abbandonati da un governo che non sembra in grado di gestire la situazione.

Nessuno sembra in grado di gestire la situazione. L'unica cosa su cui tutti gli stati europei si sono trovati d'accordo è il bombardamento.
Non che voglia difendere Gheddafi ovviamente, ma non credo che la guerra sia l'unico modo per aiutare il popolo libico a liberarsi dal suo dittatore.
Non so perchè, ma in questo caso più che mai ho la sensazione che sia una squisita operazione industriale.
Ai tempi della guerra in Kosovo, una notte di raid costava 125 milioni di dollari (Leggo da agenzia Adkronos in un vecchio post su tmcrew.org)



(Ses/Gs/AdnkronoOADN0019 7 01/04/1999 08:45

KOSOVO: OGNI NOTTE DI RAID COSTA 125 MILIONI DI DOLLARI

Washington, 1 apr. (Adnkronos) - Il costo dei raid aerei Nato e' valutabile attorno ai 125 milioni di dollari per notte. Questa la stima di esperti Usa, formulata dal Carnegie Institute, uno dei principali ''think tanks''. Il Dipartimento di Stato aveva smentito ieri sera che il munizionamento cominciasse a scarseggiare.


E oggi probabilmente i costi sono aumentati.

Immaginate quante cose si potrebbero fare con 120 milioni di euro al giorno???



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